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Mi sono sempre posto la domanda del perchè ho affrontato
questo "lavoro" che, tra ricerca, riordino del materiale
e sua stesura, ha richiesto un arco di tempo abbastanza lungo
ed un impegno oneroso. Tuttora, invero, non riesco a trovare
una risposta.
Per sgombrare il terreno da facili strumentalizzazioni e
per onestà nei confronti di quanti si avventureranno
nella lettura, devo riconoscere che è stata predominante
, prima di tutto, la volontà di parlare della Federazione,
di questo organismo sindacale che ha contrassegnato, attraverso
i personaggi che ritroveremo nelle pagine seguenti, le tappe
di una città e di un'intera provincia, assecondandone
prima e contribuendo poi, alla sua crescita sociale, civile
ed economica.
E' chiaro che, in questa ricostruzione storica, il riferimento
a personaggi che hanno interpretato al meglio tale ruolo può
apparire a volte critico, a volte laudativo; in un caso e nell'
altro non mi si potrà accusare né di piaggeria
verso qualcuno, né di mancanza di rigurdo verso altri
giachè credo di aver fatto "parlare" solo
gli avvenimenti.
Accanto a questa volontà, aggiungerei anche il desiderio
di evideziare meglio e più diffusamente un'attività
- quella sindacale- che le nuove leve del commercio non conoscono
affattonelle suemolteplici espressioni. Sarò soddisfatto
se questo desideriosarà appagato e se avrà raggiuntolo
scopo di far accrescere alla federazione più vasti consensi
e simpatie.
Un terzo motivo, il più evidente, è di natura
strettamente personale: offenderei l'intelligenza dei lettori
se non dicessi che sono stato mosso anche da un pizzico di
ambizione, cimentandomi in un compito non consono alle mie
attitudini.
Per questo chiedo ai lettori di essere indulgenti nei giudizi
e di accettare il lavoro per quello che vuole essere: un atto
di fede e di amore verso la Federcommercio.
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