Biografia
 

Curriculum
 

Libri ( sommario)
 

 

Noi Confcommercio
 

 

Conversano e Dintorni
 

 

C'era una volta
 

 

I bianchi destrieri del Guercio
 

 

La Società Operaia di Mutuo Soccorso
 

 

Una Comunità in Cammino
 

 

Padre Michele Accolti Gil
 

 

Gli Itinerari di Francesca Marangelli
 

 

Nel segno del Leone
 

 

Confraternite, Congreghe ed Opere Pie
 

 scrivi a Giuseppe Lovecchio

GIUSEPPE LOVECCHIO
 

confraternite congreghe

CONFRATERNITE, CONGREGHE E OPERE PIE DI CONVERSANO
( Frammenti di Storia )

Arti Grafiche Scisci - Conversano

 

Grafica di copertina - Castellani Studio Grafico - BARI

Foto Mastronardi - Conversano



AI LETTORI

Quando ho dato alle stampe i miei precedenti lavori, mi sono sempre preoccupato di spiegare, sin dalle prime pagine, i motivi che mi avevano indotti a scriverli.
 Raccontassero i miei viaggi, parlassero di personaggi famosi, di enti ed istituzioni o dei bianchi destrieri del guercio, avevo come obiettivo quello di portare alla luce storie poco note o del tutto sconosciute ai miei concittadini.

Anche questo nuovo lavoro sulle confraternite e opere pie conversanesi non sfugge a quel proposito. Cambia l'epoca del racconto che abbraccia un arco temporale di circa quattro secoli, dal XVII al XX, cambia ovviamente il tema, ma non cambia la struttura narrativa perchè, come avvenuto per gli altri lavori, anche questo prenederà la forma di una vera e propria cronaca degli avvenimenti che mi limiterò a raccontare per frammenti.
Intendiamoci, nulla a che vedere con il rigore scientifico che gli studiosi assicurano alle loro ricerche, ma un lavoro ugualmente attendibile sul piano della ricerca storica, che intende anche suscitare la curiosità dei lettori nella scoperta delle proprie radici e delle tradizioni del proprio paese.

Ma quell' obiettivo non è stato l'unico motivo che mi ha indotto ad affrontare un impegno che si è rivelato, man mano che procedevo nella stesura del lavoro, più pesante del previsto, perchè ce ne sono stati altri.
Un secondo motivo infatti, va ricercato nella circostanza che, pur avendo fatto parte di una confraternita, quella del Purgatorio, non ne conoscevo la storia e mi erano quasi del tutto ignoti i suoi scopi.
 In molte occasioni mi sorprendevo a chiedere se la devozione per la Madonna Addolorata e la partecipazione alle funzioni religiose fossero l'unico scopo che esprimeva il senso religioso dell' apprtenenza alla confraternita o se, complementari ad esso, ve ne fossero altri.
Ed anche quando, per motivi contingenti, uscii dalla confraternita ( con grande dolore di mia madre che aveva invece salutato con orgoglio il mio ingresso nella confraternita dei Galantuomini ), mi rimase sempre vivo il desiderio di conoscere le sue origini, approfondire la sua storia centenaria e cercare di capire perché quella confraternita veniva indicata con quel termine che, nel tempo andato, significava prestigio, potere e appartenenza ad un ceto sociale, quello dei proprietari terrieri e dei professionisti, più elevato rispetto a quello degli artieri e dei contadini.
Ed ecco che quel desiderio si sta materializzando e concretizzando con un'iniziativa più completa e più estesa, per spazio e per tempo, che accompagnerà il lettore a scoprire l'attività di quelle istituzioni, attraverso il racconto di eventi che le caratterizzarono e di una sommaria descrizione delle norme che hanno regolato per oltre tre secoli la loro attività, sia sotto l'aspetto civilistico che ecclesiastico.

Mi ha spinto alla ricostruzone storica anche un debito di riconoscenza verso l'istituto di beneficenza che consentì alla mia famiglia, negli anni bui del dopoguerra, di verificare quanto forti e radicati nella coscienza dei miei concittadini ( pur nel travaglio delle ferite della guerra e delle divisioni ideologiche), fossero la solidarietà umana ed il senso religioso del vivere quotidiano nella nostra comunità.

Non vi nascondo infine che mi sorregge la speranza di risvegliare nei più anziani, con questo lavoro, un interesse sulla storia delle confraternite maggiore, rispetto al più recente passato e di far maturare nei giovani, che sono destinati a raccogliere in futuro la guida sociale, politica e religiosa della nostra città, quei valori di solidarietà  e di carità cristiana che furono patrimonio dei nostri avi.
 Speranza o ilusione? Chissà !

 

Giuseppe Lovecchio

 

webmaster  webmaster-email@