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... La scelta del titolo stava diventando un problema, quando
mi capitò di ammirare su un quotidiano (all' indomani
della prima dell' opera lirica "la Walchiria" del
grande compositore tedesco Richard Wagner, rappresentata alla
Scala il 7 dicembre scorso ) una fotografia che riproduceva
i cavalli bianchi con con groppa le valchirie. Una telefonata
all'amico Marcello d'Alfonso, direttore dell'unione Commercianti
di Milano, ed ecco che in brevissimo tempo riesco ad avere
la foto, bella , espressiva.
Ed allora il titolo non poteva che essee quello del
primo racconto: <<I bianchi destrieri del Guercio>>
che, a mio avviso, risponde anche al secondo perchè.
Dovunque andassi, - Vienna, Bolzano, Montecatini, Vicenza,
Merano, Foggia e in tante altre città - mi capitava
di sentirmi dire: << Ah, sei di Conversano, che bei
cavalli erano quelli del Conte! Peccato che non li avete più.>> La
frase , ripetutami mille volte, mi convinse ad approfondire
l'argomento: volevo capire perchè I miei interlocutori
parlassero con tanto entusiasmo dei cavalli del Conte. Così,
pian piano, prrese corpo il racconto.

Attraverso le cose narrate, al di là della loro puntuale
corrisponenza alla realtà storica, mi auguro di aver
risvegliato un interesse: chissà, - mi domando - se
gli amanti dei cavalli ( mi dicono ve ne siano molti ) non
trovino lo spunto per far rifiorire un settore che potrebbe
essere fonte di proficui investimenti !
Il sogno di quel romantico avvocato Giannetta, che custodisce
tante testiminianze storiche del cavallo razza Conversano,
troverebbe finalmente una sua concreta realizzazione....
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